venerdì 9 ottobre 2020

DECRETI SICUREZZA VIA

Salvare una vita in mare, aiutare un migrante che affogava era passibile di condanna per un umano pescatore.
Dopo due anni, il governo ha finalmente cancellato i Decreti Sicurezza, le norme più razziste e infami che mente umana e politica abbia concepito nella storia recente.
Le leggi Salvini non ci sono più, spazzate via insieme alla stagione dell’odio che le ha partorite.
Cadono le multe milionarie alle Ong, sparisce la confisca delle navi, ritorna la protezione umanitaria, nasce la nuova protezione speciale. E poi tempi più brevi per ottenere la cittadinanza italiana, il ripristino dei lavori di utilità sociali, inasprite le pene per il reato di rissa: la cosiddetta “Norma Willy”.
Ma, soprattutto, con il nuovo testo introdotto in Consiglio dei ministri, i migranti smettono di essere visti e trattati come dei criminali e le Ong ritornano ad essere quello che sono sempre state: delle ambulanze del mare.
È avvenuto tardi, troppo tardi, tardissimo. Ma stasera, pur con tutti i limiti e l’attesa, è caduto finalmente un muro di vergogna e disumanità con cui da troppo tempo questo Paese faceva i conti e che, oggi, finalmente è stato riconsegnato alle pagine buie della nostra storia.
Questo è e dev’essere solo un primo passo verso il pieno ritorno a un Paese degno di essere chiamato civile. 
Ma oggi, una volta tanto, la politica si è mostrata all’altezza del compito difficilissimo al quale è stata chiamata e ha dimostrato che no, non sono tutti uguali. Che un governo non vale l’altro. Che le differenze esistono e pesano. Esiste un pezzo enorme di Paese, spesso silenzioso, che non si rassegna all’inciviltà, al razzismo, alla propaganda sulla pelle degli ultimi, e che ieri notte, in quel Consiglio dei ministri, ha trovato donne e uomini degni di rappresentarlo e di cui essere orgogliosi.
Oggi è finita simbolicamente una stagione politica e ne è cominciata - speriamo - un’altra. 
6 ottobre 2020 (Stralcio da Lorenzo Tosa)

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