giovedì 20 ottobre 2016

E ALLORA? .............. Per Carla B.

L'usanza di celebrare la propria data di nascita ha origine da antiche usanze pagane. 
Per l'occasione, erano soliti fare gli auguri al festeggiato nell'intento di proteggerlo dalle forze del male e di auspicare per lui salute e sicurezza per l'ulteriore anno che stava per iniziare. 

Il compleanno, come lo conosciamo oggi, vide la luce soltanto in epoca moderna, quando le pratiche dei moderni riti (auguri, torta, candeline, regali e canzoncine) si consolidarono negli ambienti aristocratici e nella borghesia del XIX secolo e non raggiunsero gli ambienti popolari prima del XX secolo.

Secondo la tradizione occidentale, presso i popoli antichi, tra cui i Greci ed i Romani, era consuetudine fare gli auguri al festeggiato nell'intento di proteggerlo dalle forze del male ed augurargli prosperità nel nuovo anno a venire.
I Romani festeggiavano il "dies natalis" (giorno di nascita) di imperatori, divinità e di particolari eventi importanti, come ad esempio il "Natalis Romae" che si celebrava ogni anno il 21 aprile. Era usanza comune quella di celebrare tale ricorrenza con vivo entusiasmo e regali molto generosi.

Nei primi secoli dopo Cristo, come gli ebrei che consideravano le feste di compleanno parte di un'adorazione idolatrica, anche i cristiani non lo festeggiavano poiché la ritenevano un pratica pagana. Origene mise per iscritto che i cristiani dovevano astenersi dal celebrare questa usanza. 
In epoca medievale, tra le persone del popolo si celebrava soltanto il proprio onomastico, mentre tra i nobili era consuetudine celebrare anche il compleanno. 
In epoca moderna, la Chiesa Cattolica accetta i compleanni come parte integrante della loro cultura tradizionale. I Testimoni di Geova si astengono da essa a motivo delle origini pagane, il rifiuto da parte dei primi cristiani, il modo in cui viene esposto negativamente nelle Sacre Scritture ed a causa di usanze legate alla superstizione ed alla magia.

Ma allora, tutta ‘sta storia, perché?
Perché è il tuo genetliaco, il tuo - e anche, purtroppo, il mio - dies natalis.
Quindi, auguri a te e buon Vesak, l'anniversario della nascita, che celebrano i monaci buddhisti. 
20 ottobre 2016 (Alfredo Laurano)


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