domenica 29 marzo 2015

IO C'ERO


Io c’ero, come tante altre volte, come quando avevo 15 o 16 anni, come quando studiavo, contestavo, protestavo.
Come quando festeggiavo una vittoria elettorale o davo l’addio a Berlinguer a S. Giovanni. Come quasi sempre, c’ero. In tante manifestazioni, per i diritti, per la pace, contro la guerra, l’imperialismo, gli abusi e la violenza. Se non fisicamente, ma con il cuore e con la mente.
C’ero per inseguire un sogno e una speranza, un’idea di giustizia e fratellanza. Tra mille bandiere e Bella Ciao, tra lacrime e passioni e calore popolare.
Ogni volta, un bagno di entusiasmo nel pathos della piazza o del corteo. Un tuffo festoso e seducente nel mare pulito di un possibile mondo migliore.
Con quel sogno e con quella speranza sono invecchiato.
Attraversando anche delusioni e disinganni che spesso hanno sopraffatto vittorie e soddisfazioni, ma non hanno spento la voglia, la fede, le attese e forse l’utopia.

E’ per tutto questo che, ancora oggi, con Landini, io c’ero, perché non si può mai smettere di credere.
28 marzo 2015     (Alfredo Laurano)


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