mercoledì 31 luglio 2019

AL MARE COL PATTINO /1831


Mi ci porti papà?
In un video pubblicato da Repubblica, si vede un agente che fa divertire il figlio sedicenne del ministro dell'Interno Salvini, al mare, su un mezzo della polizia.
Una moto d’acqua diventa una specie di giocattolo, una specie di cavalluccio a dondolo o una macchinetta di una giostra marina, che gira nelle acque di Milano Marittima.
Come fosse un pattino o un pedalò preso a noleggio.
Ma capitan Cocoricò, padre premuroso, non chiama il bagnino per accontentare il figlio, come fanno tutti i comuni vacanzieri su una spiaggia pubblica. Ordina ai poliziotti di scarrozzare il suo “trota” su un loro scooter d’acqua.
Due che si identificano come agenti tentano di coprire la vista a un reporter, che sta filmando la scena: "Non riprendere”, avverte uno dei due, o abbassi la camera o te la levamo", si sente.
La Questura di Ravenna sta svolgendo accertamenti per uso improprio di mezzi dell'amministrazione pubblica.

Salvini ammette l’errore e chiede scusa: “Mio figlio sulla moto d’acqua della Polizia? Un errore da papà, nessuna responsabilità va data ai poliziotti, che anzi ringrazio perché ogni giorno rischiano la vita per il nostro Paese”. Un po’ di sana retorica non guasta mai, anche senza rosari, madonne e crocefissi. Spiagge aperte e porti chiusi.
In fondo, cosa vuoi che sia: siamo in estate, a fine luglio, fa tanto caldo, tutti a bagno o in giro col pattino o sulla moto biancazzurra della polizia. Come fossimo a “Giochi senza frontiere”, per legittimo divertimento: “Attention! Trois, deux, un...

La prossima volta sul gommone o su una nave Ong, magari con un’altra Carola, più accondiscendente, in uniforme e fornita di adeguato reggiseno sulle tette.
Allora, tutti in fila, ma prima gli italiani. Anzi, no, prima i figli di papà.
Cavolo! Qualche privilegio dovranno pure averlo!
31 luglio 2019 (Alfredo Laurano)



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