sabato 25 maggio 2013

L'ABBECEDARIO



Chiusa la campagna elettorale per le Comunali a Roma, coi comizi nelle piazze semivuote  -“sai com’è, c’era lo sciopero dei mezzi!”- mi rimane una domanda. Una domanda che vorrei rivolgere ai tremila fans di Silvio, ieri apparso come “Cesare Augusto” sotto il trionfale Arco di Costantino, accanto al Colosseo e ad Alemanno, ma anche a tutti gli altri che hanno affollato piazze precedenti.

Per quanto tempo ancora vi farete trattare da diligenti scolaretti che rispondono sempre “SI” alle stucchevoli domandine, ormai rituali, ridicole e stantie, che vi rivolge in ogni comizio per prendervi per il culo: “Siete pronti a vincere con noi?…Volete abolire l'Imu e pagare meno tasse?…Volete bene a mamma e papà?…“Volete vincere la lotteria?...Siiii!
Anche i bambini bravi e rispettosi, a volte, manifestano una certa insofferenza! E ti mandano affanculo!

Vi ricordate il vecchio abbecedario che ci ha insegnato a leggere qualche tempo fa?
E il libretto del Catechismo che Vi ha insegnato a credere?
Lui vi guida, vi usa, vi plagia e vi manovra con questi semplici strumenti della retorica, con queste obsolete tecniche di Comunicazione - tuttavia, a quanto pare, ancora per molti, efficaci -  e voi neanche lo capite, neanche vi vergognate!

Oh! popolo bue, servile e acquiescente, anzi… gregge mansueto, bigotto e vagente, continuate a belare le note dell’inno dei disperati… “meno male che Silvio c’è!”
Ma voi, siete sicuri di esserci?
O siete solo una rappresentazione eterea dell’essere pensante, anonimi spettatori del  monologo teatrale di un penoso commediante da periferia?

25 maggio 2013                                                              (Alfredo Laurano)



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