martedì 7 maggio 2013

IL DIVO GIULIO


“SO DI ESSERE DI MEDIA STATURA, MA... NON VEDO GIGANTI INTORNO A ME.”

Con la morte di Andreotti si chiude un lunghissimo capitolo della storia di questo paese. Se ne va per sempre l’uomo simbolo del potere che “logora chi non ce l’ha” e porta con se molti segreti di sessant’anni di politica italiana.
Un cavallo di assoluta razza, un uomo scaltro e intelligente capace di sopravvivere alle accuse, agli scandali, ai processi e a tutte le lotte, anche interne, che lo hanno sfiorato, ma mai abbattuto: ”Colpito di striscio”, amava ripetere con la sua proverbiale ironia.
La sua maggiore abilità consisteva nel “buttarla in caciara o a ride” come si dice a Roma, ossia nel minimizzare le accuse che gli venivano rivolte, sdrammatizzare con una battuta, un sorrisetto sarcastico, un’allusione. “Guerre puniche a parte, nella mia vita mi hanno accusato di tutto quello che è successo in Italia”.

Con chiarissimo ed evidente riferimento a se stesso, Berlusconi ha dichiarato: “Contro la sua persona, la sinistra ha sperimentato una forma di lotta indegna di un Paese civile, basata sulla demonizzazione dell'avversario e sulla persecuzione giudiziaria: un calvario che Andreotti ha superato con dignità e compostezza, uscendone vincitore. Quello usato contro di lui è un metodo che conosciamo bene, perché la sinistra dell'odio e dell'invidia ha continuato a metterlo in campo anche contro l'avversario che non riusciva a battere nelle urne.”

Queste le parole di Berlusconi che, anche in questa occasione, ha lanciato le solite accuse ai suoi avversari - oggi alleati di governo - omettendo di ricordare però che la forza di Andreotti si basava solo sull’intuito, sull’astuzia, sulle pur discutibili strategie di stampo democristiano e sul proficuo sfruttamento del rapporto e dei sottili equilibri fra Stato, Vaticano e Poteri Forti. E che mai, per esempio, si sognò di dichiarare, a proposito di giudici e di persecuzione giudiziaria, che “per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche….sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana» (Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003).
La capacità, l’indubbia genialità, cinica e un po’perversa, dello statista simbolo del potere non derivavano da un gigantesco conflitto di interessi, come nel suo caso.
Andreotti non ha mai attaccato la magistratura, si è fatto tranquillamente processare e non aveva nemmeno una TV.
6 maggio 2013                                 AlfredoLaurano  

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