martedì 7 giugno 2016

MA PASSIAMO ALLE COMICHE ELETTORALI

Non so se qualcuno di voi ha visto il breve filmato di Silvio Berlusconi che, prima di entrare nel seggio, si intrattiene con un gruppetto esiguo di suoi sostenitori, pronunciando la solita serie di freddure alla “pierino”, che non fanno ridere nessuno se non quei quattro sfigati esibizionisti che ancora lo blandiscono.
E, per compiacenza, si sforzano di ridere alle sue insulse e squallide battute da osteria: “Invece di andare a donne, tre volte a settimana dovevo stare con gli avvocati” … “Così, sei completo, cappello occhiali… hai messo il preservativo?” … “Chi mi sta mettendo una mano sul culo?
Triste, volgare e patetico: poveretto, fa veramente pena. Ma più di lui, la fanno quei devoti leccaculo che, senza vergogna, l’hanno pregato di farsi un selfie per la storia.
Che tristezza! Il famoso capocomico in disgrazia, scivolato nel teatrino del ridicolo, in una stentata macchietta di se stesso.

Qualcuno, giustamente, osserva: ma questo povero vecchio non ha un parente, una badante o qualcuno che gli vuole bene e gli risparmia queste esibizioni, nelle quali ci rimette in dignità? E la Pascale che gli fa? Che gli dice?
Non dico di tutelarlo con l’interdizione, privandolo della capacità di compiere atti pregiudizievoli e lesivi nei confronti di se stesso e dei suoi stessi interessi o di togliergli il diritto di sproloquio, ma almeno evitare di esporlo a tali umilianti forme di cabaret stradale di cattivo gusto e farlo vivere in un modo più adatto alla sua età.

E pensare che per lungo tempo è stato ritenuto, da qualche esaltato estimatore, uno dei più importanti statisti di questo Paese.
Poi, finalmente ha abdicato, ma è stato pure peggio!
 (Alfredo Laurano)



Nessun commento:

Posta un commento