venerdì 24 giugno 2016

BENVENUTA NELLA GIUNGLA

L’immagine della neo-sindaca di Roma Virginia Raggi, che dal balcone del Campidoglio guarda il Foro e piange per l’emozione, contrasta molto o forse fa il pari con l’assoluta indifferenza che, al giubileo degli uomini e delle donne delle istituzioni pubbliche, celebrato all’Università Lateranense, le hanno riservato alte cariche dello Stato e del governo.
Alla sua prima uscita pubblica e ufficiale, con fascia d’ordinanza, la Virginia non ha trovato un clima proprio sereno e cordiale, ma ha respirato subito una certa aria (da guerra) fredda, nonostante l’afa e il caldo.
Evidente il gelo della ministra Boschi che l’ha ignorata, come se non esistesse: di spalle, solo qualche occhiata fugace durante i canti liturgici e nulla più. Solo in uscita dalla cerimonia, pare le abbia dato la mano per formalità e per omaggiare stampa e telecamere.

Anche l’impettito Alfano, come fosse sempre in attesa di una qualche medaglia al (de)merito, il vicesegretario del Pd Guerini e il capogruppo dem Ettore Rosato le passano davanti senza degnarla di uno sguardo. Come fosse trasparente, eppure, è difficile non notarla con la fascia tricolore sulle spalle.
Gasparri conserva fieramente il suo normale sguardo da pesce lesso, legittimamente assente per ferie burocratico-amministrative.
L’unica a rivolgerle un saluto e a farle le congratulazioni è la botticelliana ministra Marianna Madia, in un momento di improvviso disgelo istituzionale, per l’occasione pubblica.
Più formali e cordiali il presidente della Regione Lazio, Zingaretti, e la ministra Lorenzin, che le stringono la mano e scambiano due chiacchiere, come si conviene in segno di pace e di rispetto e come suggerisce la buona educazione.
24 giugno 2016 (Alfredo Laurano)


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