sabato 12 luglio 2014

SAMBA DI GERMANIA

Tre, quattro, cinque gol in pochissimi minuti, alla fine saranno a sette. Una specie di tiro a segno o tiro ai palloncini delle giostre.

Senza difesa, senza contrasto, le armate germaniche penetravano leggere nel burro brasiliano.
Un incubo cominciato presto, quasi subito, ma che non finiva mai, per milioni di persone. Una tragedia sportiva nella tragedia nazionale, in tutti i sensi.

Un intero popolo in lacrime, prima incredulo, poi attonito, poi ancora stordito e violentato, fra umiliazione, rabbia e incomprensione.
Che sta succedendo? - tutti avranno pensato - cos’è, una sorta di ameno allenamento in scioltezza, un pezzo comico di cabaret, una burla, una farsa improvvisata, una riuscita simulazione di una partita di pallone….?

Un popolo disperato, deriso e sommerso da un risultato senza precedenti nella storia, senza spiegazioni e senza un vero, immediato perché.
Calpestato anche nell’ orgoglio.

Una festa mondiale del Paese, o di una sua parte, finita in dramma collettivo, ad aumentare i problemi e le contraddizioni di tanta gente che vive tra ricchezza e povertà, tra lusso e favelas, proteste sociali, rivolte popolari, violenze, droga, corruzione minorile e iridescenti, folli carnevali.

Più che una vittoria, quella tedesca è stata una mattanza, una spietata carneficina, quasi senza titolo e senza parole, che ha distrutto non solo un sogno del pallone, ma una totale speranza di futuro e di ripresa.
E che ha spento il sorriso popolare, la vitalità e il samba brasiliano.
Quasi uno scherzo, una pagina di umanità deviata nella fiction.

 9 luglio 2014   
     (Alfredo Laurano)

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