giovedì 3 luglio 2014

ISLAM E TERRORE

ATTENZIONE:
L'ARTICOLO CONTIENE IMMAGINI VIOLENTE DIFFUSE SUL WEB


L'orrore di cui è capace la belva umana - unica veramente feroce - è totale, sconvolgente, inconcepibile per una mente sana. E' al di sopra delle leggi di natura.
Solo l'educazione, lo studio e la formazione culturale possono aiutare a combattere, sconfiggere e debellare la barbarie.

Rispetto, confronto e tolleranza. La civiltà, a tutti i livelli, è una conquista difficile, un percorso lento e pieno di ostacoli e paletti: religioni, riti, miti, fanatismi, tradizioni, ignoranza, credenze popolari, visioni magiche e vari fondamentalismi.

Ho appena visto i video e il blog francese che mi ha segnalato un amico (alcuni li conoscevo, purtroppo) e sono ancora disgustato da tanta documentata ferocia. Una vetrina orripilante dell'atrocità.

Ma non posso e non voglio credere che tutti gli islamici siano così selvaggi e schifosi, che ammazzano a sangue freddo uomini e ragazzi, inginocchiati e legati - ridendo ed esultando - che decapitano con un rude coltello un giovane nemico, che scalciano e fanno rotolare altre teste mozzate, che il Corano sia solo il manuale del terrore e della mostruosità.
Queste scene reali, che non sono una fiction come vorremmo sperare, prendono allo stomaco, fanno star male, danno i brividi, diffondono paura, terrore e insicurezza.

Ma, ciò nonostante, bisogna trovare la forza di riflettere, di imporre il primato della ragione su ogni emozione, la più forte e la più violenta che sia.

Giudicare e condannare tutto un popolo, tutta una cultura sulla base di queste raccapriccianti sequenze, sarebbe come affermare che, siccome alcuni bianchi occidentali uccidono le mogli, violentano ragazze e minori, sgozzano i propri figli e ammazzano per rapina, tutti i cristiani, i cattolici, i laici occidentali sono assassini, ladri e stupratori.

O che tutti i tedeschi erano e sono nazisti.
O che tutti gli israeliani e tutti i palestinesi sono terroristi.
E un equazione semplicistica e inaccettabile.

Anche in quell'ambito esistono una cultura, una letteratura, una società di persone, famiglie, studenti, ed eminenti personalità che esprimono ben altri sentimenti, ben altri valori.

E' un cammino in fieri quello verso la pace e la giustizia nel mondo, come quello di altre civiltà, come la nostra, che deve trovare, anche grazie alla cultura e alla tecnologia buona, il modo e il tempo di liberarsi di ogni forma di fanatismo religioso, di pregiudizio, di discriminazione razziale.

Con Heghel, arrivo a dire che lo Stato, o una qualsiasi organizzazione sociale, tribale o dogmatica, ha delle ragioni che l’umana ragione non comprende ed ha una morale che la morale comune non approva.
Di questo concetto, di questa mentalità che tutto giustifica e assolve, a mio avviso, il mondo deve fare a meno.
Laicamente.            
1 luglio 2014
                                             AlfredoLaurano                                                                                                                                                                         


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