lunedì 28 luglio 2014

PANE, CARTONI E FIGURINE



Chi non scrive (o descrive), oggi, e non pubblica un libro, un saggio, un romanzo, un bignami di barzellette, di favole metropolitane o di ricette della nonna? O le imperdibili “sue memorie”, che interessano di certo tutto il mondo letterario? E lo vende pure in libreria, dove magari c’è la fila!
Così, fan tutti. Anche un semi-analfabeta o qualcuno che combatte ogni giorno contro l’italiano, la grammatica e gli invincibili congiuntivi. E miseramente perde.

Dopo Razzi e Scilipoti, anche la vestale-badante Michaela Biancofiore - con l’acca che fa shic e fa la differenza - ha presentato la sua prima e ultima (ma non si sa mai) fatica, "Il mio cuore oltre gli ostacoli", accogliendo gli ospiti con sigle di cartoni animati (Lady Oscar) e immagini, importanti per la sua impeccabile formazione.
Più che un libro autobiografico, sembra la storia del cartone animato degli ultimi quarant’anni, che, come il sillabario, le tabelline, i dettati, Pinocchio e Piccole Donne hanno accompagnato la sua notevole crescita fisica e il suo sviluppo culturale. Insomma, allevata e nutrita a pane e figurine.  
In pratica, ha finito di colorare il suo personale album da disegno e l’ha stampato. E dice:

“Ripercorro, dal ‘70 ad oggi, gli anni della nostra “Berlusconi generation” della quale fa parte anche Matteo Renzi (ma no!). Molto spumeggiante, molto fresca, molto giovane.
Il mio incontro con Silvio avviene a sei anni, quando capisco (precocissima) che questo signore simpatico, in smoking e col sorrisone, era quello che aveva fondato le prime tv commerciali e aveva dato vita a un sistema di plurinformazione (enfant prodige!).
E, da lì, dal fatto che Lui (maiuscolo) mi ha portato i cartoni animati, ho imparato a seguire questo grande personaggio.”

Una logica appena un po’ infantile, ma veramente ineccepibile: fulminata sulla strada del Cartone, “galeotto fu il Cartone e chi lo scrisse…”.
Da lì, la vocazione e la chiamata al Regno del novello Geova d’Arcore.
Sempre più innamorata, fedele e adorante la prestante  bionda, “cavallona” trentina.
Il suo ultra fanatismo, la sua folle venerazione per il "signore col sorrisone", che oltre alle televendite, le ha “portato” tanti bei Cartoni, non verranno mai meno.

Condanne, imputazioni, scandali, sospetti e collusioni varie: per ogni fatto che spunta alla ribalta contro il suo dio onnipotente, la giunonica Michaela con l’acca porrà sempre le solite psicotiche argomentazioni.  Come ha fatto anche ieri, dopo la divulgazione delle gravi accuse del “pentito” Emilio Fede.
Anche le mia figlie sono, più o meno, di quella (solo temporale) berlu-generazione ma, per mia e loro fortuna, hanno studiato molto, usano anche la testa e non le somigliano neanche un po’!
Pur avendo visto, anche loro, Lady Oscar!

24 luglio 2014              (Alfredo Laurano)
                                                                                                           

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