giovedì 3 luglio 2014

DAL VANGELO SECONDO BALBONE

Il prologo
Stamattina, alle dieci mi squilla il telefono. E’ il mio vecchio amico Giulio: “Sono dalle tue parti, perché non ci prendiamo un caffè insieme?” 
“Si, d’accordo - rispondo - ci vediamo tra un quarto d’ora alla Zanzara, ciao.”

La parabola del buon Sama-rignano
In quel tempo, un dottore della legge si alzò per mettere alla prova Gesù: «Maestro, che devo fare per guadagnare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge?». Costui rispose: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua forza e il prossimo tuo come te stesso» E Gesù: «Hai risposto bene, fa’ questo e vivrai».
Ma quegli: «E chi è il mio prossimo?».

Gesù rispose: Un uomo e una donna camminavano sulla via di Crescenzio, quando all’improvviso la donna rovinò in terra, inciampando in una infida buca romana. Passò accanto prima un sacerdote, poi anche un levita: la videro ferita, ma andarono oltre.
Per caso, un samaritano economista  scendeva in viaggio da Montelarco di Gerusalemme a Gerico Romano, per quella medesima strada, a bordo dei suoi 299 cavalli turbo, quando  s’accorse della donna ferita e n’ebbe compassione.
Le si fece vicino, la fece alzare e sedere alla locanda, la rifocillò, le fasciò le ferite, versandovi olio, vino e caffè. Non fu di bisogno il Pronto Soccorso d’ospitale.
Poi caricatola, con anco il suo compagno, sopra il suo turbo-giumento, la accompagnò a una posta di taxi a cavalli, perché fosse condotta all’aerostazione volante.
Lì, salutò, fu ringraziato e con calore invitato nella loro slava contrada.

La Parafrasi
Quando alle 10,15 arrivai davanti al bar della Zanzara, vidi Giulio, che parlava in forbito inglese con un distinto signore. Vicino, seduta a un tavolino del locale, un distinta signora un po’ sofferente, con un ginocchio sbucciato e il pantalone strappato. Capii allora che era lui il buon Sama..rignano che aveva soccorso e accudito la donna caduta.
Dopo essersi offerto di condurli in Ospedale - da loro rifiutato - con assoluta cortesia, li fece salire in macchina e li accompagnò al vicino posteggio di taxi, perché potessero raggiungere il loro gruppo all’aeroporto di Fiumicino e imbarcarsi con il volo prenotato per Belgrado. Li insegnano, nella locale università, i due docenti slavi di cui il buon Samaritano si er appena preso cura.

L’epilogo
Chiaramente, Gesù gli aveva detto, forse in sogno: “Va’ e anche tu fa’ lo stesso”. E lui lo fece, con amore e carità cristiana.
Invece, io gli ho chiesto: “ma se fossero stati due poveri migranti, avresti fatto lo stesso?
Ma lui, da grande paraculo, mi aveva già bruciato la domanda: “ Col cavolo l’avrei fatto, se fossero stati due immigrati, magari di colore! “
Ma era solo un po’ di facile ironia, riferita ai nostri, continui e feroci scambi d’opinione.

2 luglio 2014                   
                                    AlfredoLaurano                                                                                                                                                                         


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