martedì 22 luglio 2014

PAPI ASSOLTO, MA RESTA COLPEVOLE



Il caso è chiuso?  Giuridicamente forse sì, anche se bisognerà verificare le ragioni di un’oscillazione così forte fra primo e secondo grado di giudizio.
Ma politicamente si riapre o resta aperto. E non solo per la ragione che oggi i pochi non renziani rimasti in Italia paventano: che questa assoluzione dia una grossa mano a rilegittimare Berlusconi come ”padre costituente”, partner indispensabile e affidabile della riforma costituzionale.  
Una parola chiara e circostanziata sulla vicenda la esprime Ida Dominjanni.

Il caso si riapre perché il giudizio penale non esaurisce il giudizio politico, morale e culturale sul ”regime del godimento” in cui Silvio Berlusconi ha sequestrato l’Italia e l’immaginario degli italiani per vent’anni e di cui il caso Ruby è peraltro un tassello importante, ma non l’unico.

Berlusconi può ben essere stato assolto, per mancanza di prove certe – e pur in presenza di una montagna di indizi – dai due reati penali che la procura di Milano gli aveva contestato,
ma resta politicamente colpevole per il sistema di scambio fra sesso, denaro e potere che ha messo in piedi e in cui ha coinvolto donne e uomini, minorenni e maggiorenni, da Noemi alla D’Addario e alle Olgettine, ad Arcore, a palazzo Grazioli, a Villa Certosa e ovunque.

Resta colpevole per la concezione di una libertà assoluta, esentata non solo dai vincoli della legge, ma dalla responsabilità di presidente del Consiglio, che ha praticato e predicato. 

Resta colpevole di avere incarnato e diffuso un’idea della sessualità ridotta a prestazione, del piacere ridotto a imperativo trasgressivo del potere, del corpo ridotto a merce di consumo.

Resta colpevole di avere scatenato nell’immaginario collettivo una controffensiva alla stagione del Sessantotto e del femminismo, con un ritorno regressivo ai ruoli sessuali degli anni Cinquanta, per giunta nel contesto odierno di un neoliberismo selvaggio che consente alle sue girls di scambiare per libertà sessuale l’essere buone imprenditrici del proprio corpo. 

Resta colpevole di avere occultato un’impotenza politica e affettiva, sotto il trucco di una sensazionale, insaziabile capacità  amatoria, senza limiti e senza fine, che molti italiani hanno apprezzato e gli hanno invidiato.
Lo diceva anche Veronica, tanto tempo fa, ben prima del divorzio miliardario!

19 luglio 2014          (A. La.)

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