mercoledì 5 giugno 2019

CI MANCAVA IL FILM


Si intitola “Perchè mi hai lasciato morire?” il film su Marco Vannini che starebbe girando il regista di Ostia, Claudio De Napoli. Un film che dovrebbe uscire in estate e che, pare, sarà distribuito nelle scuole e parteciperà al Festival del Cinema.
Tutto come previsto dagli eccessi del sistema informativo dilagante. 
Tutto come vuole la prassi della comunicazione massiva e debordante e dei suoi iper consumi non stop.
Tutto come era scontato e inevitabile, tutto in linea con le dominanti leggi di mercato.
Come, peraltro, accade anche per libri, racconti, guide, manuali, prontuari e vademecum, che non si negano a nessuno.
Chi non pubblica oggi almeno uno straccetto di libello, di volumetto dei ricordi, di consigli o pezzi della propria biografia, che non interessano a nessuno?

E quindi, pronto un altro film su un argomento che fa presa, che coinvolge tanta gente, turbata ed indignata, su un caso drammatico che, da oltre quattro anni, fa discutere, pensare, arrabbiare e cerca giustizia.
Per fare cassetta o per contribuire alla ricerca di una smarrita verità?
Ma allora perché non una bella fiction a puntate settimanali o una lunga soap, con migliaia di episodi a cadenza quotidiana, più o meno all’ora di pranzo?
In una suggestiva telenovela ladispolana - molto, ma molto di più che nella realtà, così poco soddisfacente - si potrebbe lavorare di infinita fantasia, creare nuovi personaggi che operano nel bene o nel male, inventare situazioni limite, storie di intrighi e sentimenti, intrise di odio e amore, di invidie e gelosie.
Una specie di Beautiful de Noantri o di Segreto o Un Posto al sole, dove ricostruzioni dietrologiche e trame occulte, paranoie esistenziali, conflitti e moventi paradossali appassionerebbero chissà quante persone, affette da giallismo compulsivo, da morbosa curiosità, anche sado-maso, da ossessivo voyerismo e parafilie varie e di stagione.
Tutti in sala. Inizia la proiezione.
4 giugno 2019 (Alfredo Laurano)



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