Nonostante Internet, i telefonini e il mondo
super digitale, la televisione resta ancora il pane quotidiano della stragrande
maggioranza degli italiani.
Programmi spazzatura di intrattenimento o di
pseudo informazione entrano di prepotenza - ora il canone Rai si paga con la
bolletta della luce - nelle case degli utenti rassegnati e, a volte, disperati.
E sono quasi sempre e quasi tutti inquinati dalle performance di esemplari di
una razza nuova e strana, effetto del contro-evoluzionismo, che si definisce
degli “opinionisti”.
L'opinionista è un mestiere che non esiste. Se lo sono
inventato quelli della tv, per piazzare un po' di chiappe sui divani dei loro
mediatici boudoir e organizzare un poco d’ammuina.
Per farlo e per esserlo ufficialmente, basta la definizione e
il formale riconoscimento di qualche potente sciamano del piccolo schermo (ora,
anche enorme); aver acquisito un minimo di popolarità nella casa del grande
bordello o in qualche isola o tra gli amici della De Filippi, di Guevara
Giletti o di madonna D’Urso; essere invitato in qualche trasmissione e
dissertare con piglio impegnato su argomenti di scottante attualità: le love
story di Belen, le vicende di Corona, le chiappe sode della Russo partoriente a
54 anni, le diete vegane, i miracoli della chirurgia plastica e pronunciare
qualche concetto lapidario tipo “si
dovrebbe vergognare” o “sotto il profilo del”. E ti pagano pure.
Non serve avere nessun requisito
in particolare, basta solo mettere bocca su tutto, anche se non si sa nemmeno
di cosa si parli, né perché si è lì, se non per una botta di culo o per
incredibile congiunzione astrale.
A tale proposito, l’immenso (quale altro aggettivo usare!)
scienziato delle stelle Paolo Fox è sbottato in diretta contro Magalli,
disturbatore con chiacchiericcio al seguito: “Sono anni che rubate il tempo al mio spazio dell’oroscopo, e se poi vi
mettete a parlare sotto io non ci capisco niente! Erano anni che volevo
dirvelo. Tanto tra 6 minuti me ne vado”. E il sornione placido, e
sicuramente scettico, Magalli ha con ironia replicato: “Quasi 7″.
Ma questo esegeta astrale, questo
oracolo dell’arcano e del mistero non ha mai pensato di andare a lavorare? Che
so, nell’edilizia, nell’agricoltura o nelle fabbriche di carte, di amuleti per
turisti stanchi.
Ma perché dilagano certi personaggi come costui, o come il
santone Mughini che gesticola con le braccia ad elica, le mani inanellate a
disegnare in aria improbabili arabeschi; che fa lo stoico e si veste in
technicolor - come i teatranti nei vecchi baracconi di una volta -, che spara
sentenze appese all’ovvietà e si mette in posa plastica da mimo, subito dopo
aver pronunciato il sacro verbo della tuttologia?
O come il Malgi dall’ormone impazzito - lo stravagante
Cristiano Malgioglio - dalla cresta bianco cigno su completini in raso rosa,
scintillante di lustrini e di gesti da checca stizzita e esagerata, che
pontifica stridendo sul talento altrui, su manie perverse e doppi sensi.
O come il disturbato, lunghe leve
Luca Giurato che umilia i congiuntivi, sbaglia a pronunciare anche il proprio
nome e non riesce a dire una pur semplice cazzata, se non duellando con la sua
lingua e con i suoi arti da funambolo fallito, troppo spesso caduto al circo
senza rete?
La lista è ancora lunga: da Alfonso Signorini, per gli amici,
Alfonsina, a Vladimir Luxuria, che vivacizza ogni programma col suo fascino
proibito; dal putto roco Raffaello Tonon, una scommessa della cattiva sorte,
uscita dal rifacimento di una vasca, alla “più sana e più bella” Rosanna
Lambertucci; dalla culonissima Valeria Marini alle labbra canottate della
Parietti nazionale.
Nel reparto nobili in liquidazione, c’è la contessa fruttarola
Patrizia de Blanck, spesso accompagnata dalla pargoletta Giadina, che ha dovuto
rinunciare al suo massimo piacere di fare il bagno di notte, alla Beautiful,
con le candele e le musiche soffuse, per liti con il condominio.
E la marchesa Daniela Del Secco d’Aragona, che si spaccia per
aristocratica: “bisogna cambiare 5 abiti
e 5 profumi al giorno". Negli anni ‘90 promuoveva le sue creme di
bellezza su un’emittente locale; ora, che è riuscita ad infilarsi in tutti gli
eventi della Capitale, è diventata un fumetto più vero di quello che voleva
imitare, tanto da finire su riviste di gossip a fare da consulente di bon ton.
Si prosegue con il cupo e taciturno Crepet, spesso presente a
sua insaputa, e con il logorroico Alessandro Meluzzi, psichiatra di dubbia
credibilità e dal rutilante passato politico (dai Comunisti ai Radicali,
passando per il Partito Socialista, Forza Italia, l'Udeur e infine i Verdi), che
ha iniziato e promosso la sua carriera di opinionista su tutte le reti Rai e
Mediaset.
E poi, c’è Tina Cipollari de’ Noantri, la prima e più antica
delle opinioniste di “Uomini e Donne”, con la sua aria da vamp e da popolana,
con l’ironica pretesa di ricordare Marilyn. Già corteggiatrice, poi tronista ed
in seguito opinionista fissa del programma, che strapazza, con la solita verve
e in romanesco, valletti, damigelle, cicisbei e pubblico parlante.
Da non dimenticare Platinette, al secolo Mauro Coruzzi, che ha
costruito fama e notorietà sul personaggio eccessivo e sopra le righe della
drag queen opinionista. Abiti da donna, parrucconi, super ciccia e lustrini, ma
anche una carica ironica e polemica da opinionista d'attacco. Amata e odiata in
egual misura, Platinette non passa inosservata, anche ora che si è sottoposta
ad intervento chirurgico riduttivo.
E, per chiudere in bellezza questo ricco e multiforme gregge,
Sgarbi e il suo invincibile esercito di capre, il vero padre di tutti gli
opinionisti.
Grandi personaggi, venditori di
fumo, di chiacchiere e tappeti. Tutti esperti illuminati e sottili pensatori, a
tempo perso, che bivaccano in quei salotti del consenso, per confezionare lo
spettacolo del banale quotidiano: è la nuova intellighenzia che irrompe e
domina sovrana la cultura dei poveri italiani.
21 gennaio 2016 (Alfredo Laurano)
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