Se le partite durassero venticinque
minuti, la Roma sarebbe uscita indenne ad Anfield Road. Tanto ha resistito la
banda DiFra allo strapotere del Liverpool, poi surclassata sul piano del ritmo,
del gioco e completamente frastornata dalle verticalizzazioni alla velocità del
suono del trio Manè-Firmino-Salah.
Soprattutto dai guizzi dell’imprendibile
Salah (che ha ridicolizzato Juan Jesus), gioiello già di proprietà, svenduto
per una quarantina di milioni. per esigenze di bilancio della Roma “americana”,
per comprare, con la stessa cifra uno Schik, evanescente e inutile, e un
manipolo di pippe e mezze pippe come Gonalons, Defrel, Moreno e uno sfasciato
Karsdorp, che non ha giocato mai e non sappiamo nemmeno se cammina.
Solo
Pellegrini, Under e, a volte, Kolarov, hanno salvato, in parte, la faccia del
mercato giallorosso, che aveva ceduto anche Rudiger, Szczesny, Paredes e
Emerson Palmieri (dopo Pianic, l’anno prima alla Juventus), e che stava per
privarsi anche di Dzeco e Manolas.
Roba da irresponsabili e incapaci, in una
società che guarda solo al business e dove il calcio viene dopo o solo per
giustificare la ragione sociale, anche se Pallotta fa il bagno nella fontana di
Piazza del Popolo, par fare “ammuina” e ingannevole folclore, quanto basta, di
fronte a ingenui e sfegatati fan che pagano il biglietto.
Il Liverpool ha messo a nudo tutto
questo, che da tempo vo dicendo.
Ha strapazzato e anche graziato
(sprecando almeno altre tre o quattro ghiottissime occasioni) una squadretta
piccola e volenterosa, imprecisa e imbambolata, senza convinzione e
atleticamente limitata e, per giunta, tatticamente suicida.
Ora, non illudiamo ancora la piazza e i
tifosi - quelli veri, quelli che credono e che soffrono e non accoltellano
nessuno - parlando di speranza, di ennesima, possibile rimonta.
I miracoli, già rari ed incredibili, non
si ripetono, né si acquistano al market delle illusioni, come i tagliandi già
comprati, a caro prezzo e dopo lunghe file, per l’inutile partita di ritorno.
Forse, solo con Salah dalla nostra parte
avremmo potuto sperare nella finale.
Ma l’hanno, ignobilmente, svenduto, se
non proprio regalato, per comprare il fenomeno ceco e le altre schiappe.
Oggi, è il 25 aprile: Liberiamocene!
(Alfredo Laurano)
Nessun commento:
Posta un commento