lunedì 5 dicembre 2016

TRAVOLTO

TRAVOLTO DA UN PREVEDIBILE DESTINO.
MA ORA EVITIAMO L’IRONIA, IL FACILE SARCASMO E LE BANALITÀ CHE GIÀ DILAGANO SUL WEB.

SIAMO UN POPOLO SOVRANO E NON VOGLIAMO GUERRA, VENDETTE E SCARAMUCCE, ANCHE SE IN TANTI, IN TANTISSIMI SCENDERANNO DAL CARRO DEL PERDENTE PER RICICLARSI ANCORA, IN CERCA DI DIGNITÀ E DI DIFFICILE CREDIBILITÀ (A. LA.)





Ma avete visto con quale sgarbo e con quanta arroganza il viscido Vespa, servo del potere a prescindere, ha trattato Stefano Fassina?





NO, GRAZIE|


HA VINTO L'ACCOZZAGLIA, HA VINTO LA COSTITUZIONE, HA VINTO IL POPOLO ITALIANO.
L'affluenza di quasi il 70%, dopo tanto tempo di apatia elettorale, dà il senso e il significato di questa scelta importante: la Costituzione non può e non deve essere stravolta. 
Ma, insieme a una riforma insana e irricevibile, ha perso anche l'Imperatore del Consiglio, ha perso l'arroganza del potere e del suo modo di intendere una politica divisiva e senza scrupoli.
E' una sconfitta netta, segnata da una scelta ragionata dei cittadini, di fronte ai quali Renzi, per la prima volta, ha dismesso l'abito della superbia e della strafottenza, mostrando anche un momento di sconosciuta commozione. Anche i Renzi piangono!
Questo Referendum, che lui stesso aveva trasformato in sfida alla sua persona, lo ha mandato a casa e lo ha rottamato secondo i suoi stessi metodi ruvidi e disinvolti. (Alfredo Laurano)


domenica 4 dicembre 2016

OGGI SI SCEGLIE!

Il divario fra le forze in campo è evidente e squilibrato. Le capacità di penetrazione, persuasione e convincimento, i mezzi economici e le possibilità di comunicazione sono stati sproporzionati.
Lo schieramento del SI è imponente. 
L’Europa, i Mercati, i grossi centri finanziari, la grande stampa internazionale, la classe dirigente, i manager (Marchionne, Briatore…), le probabili irregolarità sul voto estero, le paure, le forzature e le menzogne sulle conseguenze catastrofiche dell’eventuale vittoria del NO, il terrorismo sulle future stabilità economiche faranno probabilmente prevalere il SI.
Anche grazie all’uso spregiudicato delle Poste Italiane, della costosa propaganda, della tv pubblica e privata, delle ambasciate per influenzare il manipolabile voto estero da parte di Renzi e dalla sua banda. 
Ma, mentre andiamo a votare, ricordiamoci, prima di sbarrare quel SI, che stiamo per rinnegare e stravolgere, non ammodernare, la Costituzione nata dalla Resistenza e che invece di eliminare il Senato, eliminiamo la possibilità di eleggerlo. Stiamo rinunciando a un diritto fondamentale, rafforziamo l’Esecutivo, indeboliamo il Parlamento.
Dobbiamo crederci. Perciò DOBBIAMO VOTARE NO, senza SI e senza ma. 
E sperare, hasta la victoria! 
 (Alfredo Laurano)

sabato 3 dicembre 2016

FATTA LA SCHEDA, TROVATO L’INGANNO

Sta finendo la tortura quotidiana, quella campagna infinita e ormai insopportabile che conduce al voto di domenica. Sono in corso le ultime sparate, le ultime menzogne, le promesse, urlate e lanciate in alto come fuochi d’artificio.
Tra poche ore, parlerà il silenzio.
E’ indubbio che, al di là della noia, della rabbia e della contrapposizione dai toni bellici da guerra civile senz’armi dei due schieramenti, c’è attesa vera, sentita e trepidante. E tanta reciproca paura di perdere.
Sono abbastanza convinto, con la fervida speranza di essere smentito, che alla fine prevarrà il SI, dato, fino a pochi giorni fa, sicuro perdente. 
Troppo squilibrato il peso e la potenza di fuoco propagandistico delle parti in causa.
Tutti abbiamo ricevuto migliaia di e-mail, siamo stati subissati da messaggi telefonici e, di recente, da milioni di buste anonime contenenti dépliant esplicativi ed esortativi delle ragioni del SI. 
Non oso pensare ai costi di stampa e di spedizione. 
Statisticamente, qualcuno fra i troppi cosiddetti indecisi, lo avranno certamente convinto con il terrorismo parolaio, le mistificazioni, gli spauracchi, le minacce di catastrofi, se vincesse il NO.

Molti votano SI perché non sanno cosa votano. 
Quanti conoscono il significato di Bicameralismo perfetto e l'articolo 70 della Costituzione e, soprattutto, come verrà modificato? O la composizione del nuovo Senato dei nominati o del Titolo V che ridisegna le autonomie locali: comuni, province e regioni?

Poi ci sono i voti all'estero, sicuramente tanti e determinanti (oltre 4 milioni i residenti all’estero che hanno diritto al voto), dal dubbio controllo: regolarità a rischio brogli, voti per corrispondenza su più schede, di persone diverse… 

Magicamente e casualmente, in queste ultimissime ore, sono arrivate assai gradite le mancette pre elettorali: la famiglia Riva è pronta a pagare i danni ambientali causati dall'Ilva di Taranto con una cifra superiore a 1,3 miliardi di euro. Ma c’è un altro regalino di quasi Natale: dopo sette anni di trattative, si sbloccano per “miracolo” i contratti per 3,3 milioni di lavoratori statali, con l’aumento medio 85 euro lordi al mese...

Tuttavia, oltre all’abuso degli spazi televisivi, in evidente violazione della par condicio nei TG, a favore del SI, quello che farà più vittime fra i NO, a mio avviso, è il quesito referendario sulla scheda, che è decisamente fuorviante e ingannevole, una formulazione di pura propaganda sulla scheda elettorale, che può avere un effetto importante almeno sul 5% dei votanti. 
“Approvate la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi delle Istituzioni, il risparmio…”
Che è come dire:” Volete essere belli, ricchi, felici e in buona salute e pagare meno tasse?”
Perché uno dovrebbe dire di “no”? 
Fatta la scheda, trovato l’inganno.
 (Alfredo Laurano)




venerdì 2 dicembre 2016

UNA SCHEDA COME SPOT

In quest’ultimo mese ha infestato ogni spazio dell’etere, ha occupato ogni trasmissione con la sua presenza invasiva, arrogante, asfissiante e divisiva; ha sfruttato qualsiasi occasione di visibilità, grazie allo spropositata possibilità di propaganda, ai mezzi economici e d’apparato, che il suo potere gli consente.
Ha visitato in lungo e in largo tutto il Paese, ha comiziato dappertutto, anche nei parchi, nelle scuole e nei mercati; è intervenuto ad ogni convegno o assemblea di condominio. 
Ci ha letteralmente invasi e nauseati, con le sue menzogne.
Il clima avvelenato innescato dallo stesso capo di governo e la personalizzazione della campagna referendaria sarebbero già sufficienti per bocciare un intervento così pesante sulla Costituzione. Già questo, senza entrare nel merito, BASTEREBBE PER VOTARE RESPONSABILMENTE NO. 
Comunque, per ricapitolare:

questa riforma crea un Parlamento asservito al Governo: il combinato disposto tra riforma costituzionale e legge elettorale fa sì che il partito che vince il ballottaggio, pur con una bassa rappresentatività (purché abbia anche solo un voto in più del secondo) si aggiudica 340 seggi, ovvero la maggioranza assoluta alla Camera, l’unica a dare la fiducia al Governo. 

La Riforma non supera il Bicameralismo perfetto e non abolisce il Senato: elimina la possibilità che sia eletto dai cittadini. I senatori vengono nominati dai Consigli Regionali, cioè, dai partiti. 
La pagliacciata della finta scheda mostrata ieri alle TV dall’imbonitore è l’ennesima trovata pubblicitaria per ingannare il popolo. Uno spot alla Mastrota. Quella scheda non esiste, è un falso.

Il nuovo Senato sarà composto da 74 consiglieri regionali, 21 sindaci, 5 senatori nominati dal Capo dello Stato. In questo modo 95 amministratori avranno un doppio lavoro, l’immunità parlamentare, una diaria, il rimborso forfettario delle spese generali da sommarsi al rimborso delle spese per l’esercizio di mandato. 

Il decantato risparmio, ancora da verificare, è irrisorio: si aggira intorno ai 50mln di euro, molto meno della spending review promessa e mai effettuata dal Governo Renzi.

Il procedimento legislativo, in barba ai proclami di velocità e semplificazione, si complica - si contano fino a 10 procedimenti differenti - e contribuisce ad accentrare potere nelle mani del Presidente del Consiglio che, oltre a disporre del Parlamento che diventa sua appendice, può, con l'istituto del “voto a data certa”, garantire una corsia preferenziale ai disegni di legge del governo.

Ma l’elemento che più di altri compromette la qualità della nostra democrazia: il nuovo articolo 117 C ridisegna le competenze dello Stato e delle Regioni, attribuendo molti poteri allo Stato, dall’energia alla tutela di ambiente e paesaggio, e introduce la ‘clausola di supremazia’ per cui le Regioni potranno essere scippate di qualsiasi competenza in nome di un discrezionale ‘interesse nazionale’ (grandi opere, gasdotti, ponti, trivellazioni).

La Riforma Renzi-Boschi è stata voluta dalle grandi banche e dalla finanza speculativa che pretendono riforme istituzionali per ridurre il peso dei parlamenti e dei cittadini, per poter applicare le politiche di austerità, privatizzare acqua, scuola, sanità e servizi essenziali, precarizzare il lavoro senza i vincoli che derivano della sovranità popolare. 

A tutto questo, dobbiamo dire NO, perché vogliamo cambiare radicalmente l’Italia, a partire dalle condizioni di vita e di lavoro di milioni di cittadini. 
La Costituzione è di tutti e deve essere condivisa al massimo. DEVE UNIRE, NON DIVIDERE.
NO, per non accentrare il potere nelle mani di pochi e per tutelare la nostra democrazia. 
I governi passano, le Costituzioni restano. (Alfredo Laurano)

RICORDIAMO CHE, NON ESISTENDO IL QUORUM, OGNI VOTO PUÒ ESSERE DECISIVO.



CHE TU E LAPO ED IO

Tra la tanta gente inutile che affolla inspiegabilmente il mondo, merita una menzione particolare il nullafacente Lapo Elkann, quello ignorante, quello sconvolto e sempre fatto, quello che non sa nemmeno sillabare, né stare zitto. Quello che si veste da clown, varie volte al giorno.Quello che ha soltanto tanti soldi e un po’ di vizietti da ricco deficiente. 

E questo spazio di singolare splendore, ancora una volta, l’ha trovato: è finito sulle prime pagine di diversi quotidiani statunitensi, per essere stato arrestato nei giorni scorsi a New York per sequestro simulato. 
Il Lapo - povero Dante nostro - è arrivato nella città della Grande Mela per trascorrere un weekend di pazza gioia, con festini a base di sesso, alcol e droga e, in particolare, in compagnia di una transessuale di 29 anni, dalla quale, esaurito il proprio badge stanziato per la droga, si è fatto anticipare diecimila dollari, per pagarne una nuova partita.
Per restituire il prestito, ha contattato la sua famiglia, inscenando un finto rapimento: “mi servono subito un bel pacco di dollari per essere liberato”. 
Ma i valorosi gendarmi americani l’hanno più che facilmente sgamato e arrestato. 
Poi, essendo per puro caso il nipotino scemo del fu Gianni Agnelli - che lo avrebbe fatto internare da un bel pezzo - l’hanno subito rilasciato.

Non è il primo scandalo del genere per lo stravagante Lapo: una decina d’anni fa, fu salvato in extremis da una overdose di droga in un appartamento di Torino, dopo un’altra notte brava in compagnia di un paio di trans. 
E sì, è proprio un vizio e un confessato amore. E la droga, poi, gli ha bruciato gli ultimi neuroni semi attivi.
Ma, tanto non gli servono. Non vive per pensare.
 (Alfredo Laurano)


SARONNO DEMONI, ANZI LO SONO /964

"Con questo paziente dispiego le mie ali dell'angelo della morte".
Si sentiva un "dio" e si faceva chiamare anche così l'anestesista Cazzaniga arrestato con l’amante infermiera dai Carabinieri di Saronno. 
“Ogni tanto ho voglia di uccidere qualcuno", rispondeva la killer, sua compagna amante, in un ferale, spietato controcanto.
“Se vuoi ammazzo anche i due bambini, per te lo faccio..." ... “la nonna Maria la facciamo fuori…” “Questa è eutanasia? No, è un’altra cosa. “Allora è omicidio volontario, se ti scoprono vai in galera e perdi anche la casa. L'omicidio perfetto è quello farmacologico...".
Questi, alcuni frammenti delle intercettazioni dei dialoghi della coppia.

Diverse morti sospette in corsia a Saronno, provocate da diagnosi taroccate, da cocktail di farmaci, poi cremazione, senza autopsia, senza riesumazione della salma, e l'omicidio diventava “perfetto": questo il cosiddetto protocollo Cazzaniga, ovviamente orale, nei piani della coppia arrestata. 
Tanti, troppi nell’ospedale, pare sapessero dell’esistenza di quella prassi, che prevedeva che pazienti anziani e fragili venissero terminati. 
Solo una coraggiosa infermiera si schierò contro l’omertà e denunciò alla Procura, dopo aver segnalato nel 2014 morti sospette in corsia ai dirigenti ospedalieri. Fu minacciata di fare la stessa fine dallo stesso anestesista, ma non si fermò. Grazie a lei cominciarono le indagini, fino all'arresto di ieri.

La sua compagna killer Laura Taroni, che istruiva il figlio sull’omicidio perfetto, quello farmacologico, pare abbia avvelenato anche il marito, ostacolo alla sua relazione con l’angelo della morte, stroncato dai farmaci e al quale avevano fatto credere fosse malato grave di diabete.
E' un girone demoniaco dell'orrore quello che emerge dalle pagine dell'ordinanza di custodia cautelare. I due ragionano e pianificano. Concordano le modalità con cui ammazzare gli anziani pazienti, tra cui la madre di lei. 
“Se cremi il corpo, non possono trovare nessuna prova. Ma nonna Maria, però, non vuole essere cremata …e non abbiamo neanche più i maiali e l'umido - ribadisce la Taroni al figlio - passa solo una volta a settimana...”, ascoltano ancora i carabinieri nelle intercettazioni.
Ci sono sospetti su altre morti. Quelle del suocero e di uno zio del marito, finito in una vasca di liquami nell'azienda agricola Regina di Lomazzo.

E’ sconcertante scoprire che, nella perversa visione di questi schifosi delinquenti, esistono pazienti che non meritano di essere curati, perché “non è sensato produrre sforzi per chi sarà morto a breve”, senza sapere che avrebbero potuto vivere un’altra vita o anche un solo giorno di più.
30 novembre 2016 (Alfredo Laurano)