Soprattutto oggi, nell’Italia chiusa per virus, mancano sempre di più.
Come, peraltro, mancano tante altre occasioni di incontro,
di piacere e di socialità: un buon caffè al bar preferito, una croccante pizza
o una frittura in riva al mare sono già un ricordo. Sono già nostalgia
canaglia.
Come lo sono drogherie, mescite, latterie, pizzicherie:
erano i negozi di un volta, oggi quasi scomparsi e sostituiti da super e
ipermercati e centri commerciali.
Eppure, fino a una cinquantina di anni fa, rappresentavano
la vita di quartiere, erano spazi di incontro, di scambio e di riferimento
sociale, economico e locale.
Lì, si faceva la spesa quotidiana, si comprava il latte in
vetro, o si sorseggiava ‘na foglietta di vino, sbocconcellando due fettine di
porchetta o di salame.
Si respirava un’aria mite e casareccia, si condividevano
veri momenti di vita semplice e pulita.
Entrando, si veniva subito colpiti dal misto di odori che
vi regnava: profumi forti, aromi dolci, speziati e penetranti, di pane, di
cannella, di pepe, di cacao, di zafferano, si sfidavano per prevalere in quelle
piccole, tipiche botteghe, in cui c’era un po’ di tutto.
Tutto era venduto sfuso. Lo zucchero si impacchettava nella
carta blu, detta, appunto, da zucchero. La pasta nei cassettoni, il caffè, i
legumi nei sacchi...tutto si poteva comprare a etti. Si commerciava a misura
d’uomo, secondo le tasche e i bisogni, in quei luoghi così odorosi di bontà e
umanità.
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La sora Massimina, grattacheccara, angolo P.le Clodio |
Ora, tutto questo non c’è più, appartiene a un'altra epoca
che si chiama passato, dove abitano immagini, vetuste e malinconiche, di vita
quotidiana: la latteria del padovano Bartolo, la macelleria Minucci, la
frutteria di Paddeu, la trattoria di Angelino, la tabaccheria di Giacomino, il
“Vini e Oli”, la grattachecca della sora Massimina, il barbiere Carlo la voce del quartiere - e il buchetto del
mitico compagno calzolaio Angelino. Con tutti si parlava, si scambiava una
battuta o un saluto.
Nomi, persone, amici e botteghe a misura d’uomo, a
carattere familiare, che evocano sapori, sensazioni e sentimenti antichi.
E soprattutto quel fascino, quei colori e quelle fragranze,
intense e persistenti, della drogheria del Sor Ermete all’angolo.
Restano luoghi della memoria, momenti magici e scolpiti
della nostra infanzia e della giovinezza, che quasi si possono toccare.
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